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La
necessaria premessa è che molteplici studi hanno dimostrato
che non esiste nessuna relazione tra il regime alimentare e il decorso
di una malattia infiammatoria cronica dell’intestino. Questo
significa
che in linea di principio non esistono particolari restrizioni nella
dieta di un ammalato di crohn o di colite ulcerosa.
Ciò non toglie che ogni ammalato possa manifestare delle
intolleranze verso determinati cibi, che conseguentemente dovranno
essere eliminati, ma tali reazioni rivestono un carattere di totale
soggettività, per cui ogni discorso generalizzato risulta
impossibile.
Ci limiteremo pertanto a parlare delle alimentazioni speciali,
necessarie cioè in casi particolari, che sono temporanee e
hanno
scopo prevalentemente terapeutico.
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Nei
periodi di particolare infiammazione della rettocolite ulcerosa
è opportuno evitare alimenti ricchi di fibre, come le
verdure,
che risulterebbero ulteriormente irritanti e aumenterebbero il numero
delle evacuazioni.
Nella malattia di Crohn in cui sia accertata la presenza di stenosi
(soprattutto ileali) un’alimentazione particolarmente ricca
di fibre
potrebbe favorire l’insorgere di coliche sub-occlusive. Sia
per il
superamento delle stesse, che per consentire un parziale riposo
dell’intestino si può fare ricorso occasionalmente
o
periodicamente alla cosiddetta dieta liquida o
semiliquida.
Come è facile intuire si tratta di
un’alimentazione in cui,
oltre a venire meno frutta e verdure, pane e pasta integrali, si fa
ricorso a minestre molto liquide, semolino, omogeneizzati, carni o
pesce frullati. Una volta che la crisi subocclusiva appare superata, si
ritorna gradualmente ad una dieta normale.
Per maggiore chiarezza proponiamo la tabella della quantità di scorie contenuta in 100 grammi di frutta/verdura.
Tutti gli alimenti con contenuto in fibre pari o superiore a 3 gr su 100 gr sono da evitare
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FRUTTA
FRESCA |
(per
100 grammi diparte edibile) |
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| Albicocche |
gr 1.5 |
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Mandorle secche |
gr 12.1 |
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| Amarene |
|
gr 1.1 |
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Mango |
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gr 1.6 |
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| Ananas |
|
gr 1 |
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Melagrana |
gr 2.2 |
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| Arance |
|
gr 1.6 |
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Mele delizia |
gr 1.5 |
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| Avocado |
|
gr 3.3 |
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Mele golden |
gr 1.7 |
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| Banane |
|
gr 1.8 |
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Mele granny smith |
gr 1.9 |
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| Castagne |
|
gr 7.3 |
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Mele imperatore |
gr 1.9 |
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| Ciliegie |
|
gr 1.3 |
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Mele renette |
gr 1.7 |
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| Clementine |
gr 1.2 |
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Mele cotogne |
gr 5.9 |
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| Cocomero |
|
gr 0.2 |
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Melone |
|
gr 0.8 |
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| Fichi |
|
gr 2 |
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Mirtilli |
|
gr 3.1 |
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| Fichi
d'india |
gr 5 |
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Nespole |
|
gr 2.1 |
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| Fragole |
|
gr 1.6 |
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Papaia |
|
gr 13.9 |
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| Kaki |
|
gr 2.5 |
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Pere |
|
gr 2.8 |
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| Kiwi |
|
gr 2.2 |
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Pesche |
|
gr 1.6 |
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| Lamponi |
|
gr 7.4 |
|
Pompelmo |
gr 1.6 |
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| Mandaranci |
gr 2.2 |
|
Prugne |
|
gr 1.4 |
|
| Mandarini |
|
gr 1.7 |
|
Ribes |
|
gr 3.6 |
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Uva |
|
gr 1.5 |
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VERDURE ED ORTAGGI ( per
100 grammi di parte edibile) |
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| Asparagi |
|
gr 2.1 |
|
Lattuga |
|
gr 1.5 |
|
| Barbabietole
rosse |
gr 2.6 |
|
Melanzane |
gr 2.6 |
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| Bieta |
|
gr 1.2 |
|
Patate |
|
gr 1.6 |
|
| Broccoli |
|
gr 3 |
|
Patate arrosto |
gr 1.8 |
|
| Carciofi |
|
gr 5.5 |
|
Patate bollite |
gr 1.3 |
|
| Cardi |
|
gr 1.5 |
|
Patatefritte |
gr 2.2 |
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| Carote |
|
gr 3.1 |
|
Patate novelle |
gr 1.4 |
|
| Cavolfiore |
|
gr 2.4 |
|
Peperoni |
|
gr 1.9 |
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| Cavoli di
Bruxelles |
gr 5.2 |
|
Pomodori da insalata |
gr 1.1 |
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| Cavolo
cappuccio |
gr 2.6 |
|
Pomodori maturi |
gr 1 |
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| Cetrioli |
|
gr 0.7 |
|
Porri |
|
gr 2.9 |
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| Cicoria di
campo |
gr 3.6 |
|
Prezzemolo |
gr 5.6 |
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| Cipolle |
|
gr 1.1 |
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Radicchio |
|
gr 3 |
|
| Cipolline |
|
gr 1.7 |
|
Rape |
|
gr 2.6 |
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| Finocchi |
|
gr 2.2 |
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Ravanelli |
|
gr 1.3 |
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| Funghi
coltivati |
gr 2.3 |
|
Sedano |
|
gr 1.6 |
|
| Funghi
porcini |
gr 2.5 |
|
Spinaci |
|
gr 1.9 |
|
| Indivia |
|
gr 1.6 |
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LEGUMI FRESCHI (per 100
grammi di parte edibile) |
|
| Fagioli |
|
gr 10.6 |
|
Fave |
|
gr 5.1 |
|
| Fagiolini |
|
gr 2.9 |
|
Piselli |
|
gr5.2 |
|
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|
LEGUMI SECCHI (per 100
grammi di parte edibile) |
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|
| Ceci |
|
gr 13.8 |
|
Lenticchie |
|
gr 13.7 |
|
| Fagioli |
|
gr 17 |
|
Piselli |
|
gr15.7 |
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| Fave
sgusciate |
gr 7 |
|
Soia |
|
gr 11.9 |
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Sia
l’alimentazione enterale che quella parenterale hanno innanzi
tutto
una funzione terapeutica nelle m.i.c.i. perché tenendo a
riposo
l’intestino favoriscono la remissione della sintomatologia
acuta. Al di
là dello scopo strettamente terapeutico, esse sono a volte
necessarie per fornire il necessario apporto nutrizionale in pazienti
che manifestino significative carenze organiche causate dalla malattia.
La nutrizione enterale può essere orale,
quando
integra un limitato apporto di cibo (per inappetenza, per
malassorbimento ecc.) nell’organismo con prodotti dietetici
contenenti
più sostanze nutritive, o totale quando
il carico
nutrizionale è del tutto artificiale.
La nutrizione enterale totale richiede il posizionamento di un sondino
attraverso cui le sostanze vengono immesse direttamente nello stomaco.
Nella maggior parte dei casi viene applicato un sondino naso-gastrico,
ma nei casi in cui il trattamento si prospetta a lungo termine, il
sondino può essere applicato chirurgicamente o
endoscopicamente
lungo il tratto del tubo digerente che va dall’esofago al
duodeno.
Attraverso il sondino viene introdotta una miscela formata da elementi
nutritivi semplici, che per questo motivo sono facilmente assimilabili
dall’intestino sottoponendolo, peraltro, ad un minore sforzo.
Questo tipo di nutrizione si è rivelato particolarmente
efficace
anche dal punto di vista terapeutico nei casi di scarsa risposta alla
terapia farmacologia.
Attualmente la nutrizione enterale può essere anche
domiciliare,
dopo un breve periodo di training assistito.
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La
nutrizione parenterale può avvenire sia
attraverso
l’infusione per vena periferica (quando è
necessaria per breve
tempo e non richiede l’apporto consistente di calorie), o per
vena
centrale (quando si prevede un trattamento a lungo termine e con
apporto nutrizionale elevato).
Vengono introdotte «soluzioni nutrizionali complete e
personalizzate, costituite da nutrienti elementari, micronutrienti e
vitamine, le cui quantità saranno calcolate sulla base di
caratteristiche antropometriche, metaboliche e
sull’entità
dell’attività fisica. La nutrizione parenterale
presenta,
però, dei potenziali rischi (infezioni, ostruzione del
catetere
venoso centrale, trombosi ed altre) che è possibile
ridimensionare e controllare mediante l’applicazione di un
rigido
protocollo procedurale circa la gestione del catetere venoso e
l’infusione endovenosa. La nutrizione parenterale trova
invece
indicazione: 1) nei malati in fase acuta di malattia, soprattutto in
quelli complicati da un quadro clinico di severa malnutrizione; 2) nei
soggetti con segni di subocclusione; 3) in quelli con
un’evidenza
clinica di ostruzione intestinale». (da AMICI Liguria, Anno
3,
n° 4).
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Un'esperienza
di nutrizione enterale domiciliare
Innanzitutto, penso che l'alimentazione enterale
sia un'ottima
soluzione per recuperare peso, e non solo. Infatti, a me è
servita molto anche per mettere il mio disastrato intestino a riposo ed
evitare così i lunghi ricoveri in cui ero sottoposta a
parenterale, una tragedia per le mie vene e per il mio stato
psicologico... Ho iniziato a fare questo tipo di nutrizione nel 97,
durante un ricovero programmato, in seguito a dipendenza dal cortisone
che mi provocava, tra gli altri effetti collaterali, anche
ipertensione. Il giorno in cui misi per la prima volta il sondino non
fu facilissimo ma nessun minimo dolore, solo un fastidio che mi portava
continuamente a deglutire. Ma nel giro di qualche giorno anche quello
è passato. E la seconda volta ho imparato a mettere il
sondino
da sola e continuo a farlo anche ora, ogni volta che perdo troppo peso
(enterale notturna) o la mia pancia fa i capricci (enterale esclusiva).
Addirittura lo metto per evitare di bere la disgustosa preparazione per
la colonscopia.
In merito alla ditta che da in concessione la pompa ed i sondini, so
che è come ti hanno detto, mi è stato riferito da
un'amica crohniana. Per me, invece, la cosa è diversa
perchè la mia cara asl ha pensato bene di non fornirmi la
pompa... Pensa che la ho in prestito dall'ospedale da quel ricovero del
97!
Un consiglio: io uso il sondino più piccolo che
c'è,
quello per i neonati, che ha la guida metallica ed è
più
facile da inserire: flocare n. 8 della nutricia. La sua durata
è
di un mese, ma io lo metto la sera e lo sfilo la mattina per evitare di
uscirci.
Dal punto di vista psicologico, posso dirti che il sondino è
meno invasivo di tutti gli esami che facciamo periodicamente e per me
vale la pena di provarci! Ho visto e conosciuto molti bimbi in
nutrizione enterale che sono migliorati.
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