Malattia di Crohn: il trattamento precoce con Infliximab e Azatioprina più efficace della terapia convenzionale
Giovedì 20 Marzo 2008 - La maggior parte dei pazienti che presentano malattia di Crohn sono trattati in fase iniziale con corticosteroidi. Sebbene si abbia un controllo dei sintomi, diversi pazienti diventano resistenti o dipendenti ai corticosteroidi, ed una lunga esposizione a questi farmaci è associata ad un aumento della mortalità.
Ricercatori del Belgian Inflammatory Bowel Disease Research Groupthe North-Holland Gut Club ha confrontato l’efficacia dell’uso precoce dell’immunosoppressione combinata con il trattamento convenzionale nei pazienti con malattia di Crohn attiva, che non avevano precedentemente ricevuto trattamento con glucocorticoidi, antimetaboliti o Infliximab (Remicade).
Lo studio della durata di 2 anni, in aperto, si è svolto tra il 2001 ed il 2004.
Un totale di 133 pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere una terapia di immunosoppressione combinata, oppure il trattamento convenzionale. I 67 pazienti, assegnati all’immunosoppressione combinata hanno ricevuto 3 infusioni di Infliximab (5 mg/kg di peso corporeo) alla settimane 0, 2 e 6 assieme all’Azatioprina (Imuran).
Inoltre i pazienti hanno ricevuto in modo aggiuntivo Infliximab e, se necessario, corticosteroidi, per controllare l’attività di malattia.
I 66 pazienti assegnati alla terapia convenzionale hanno ricevuto corticosteroidi, seguiti da Azatioprina ed Infliximab.
L’endpont primario era rappresentato dalla remissione senza necessità di corticosteroidi e senza resezione dell’intestino alle settimane 26 e 52. L’analisi è stata compiuta su 129 pazienti.
Alla 26.a settimana il 60% (39 su 65) dei pazienti nel gruppo di immunosoppressione combinata era in remissione senza necessità di corticosteroidi e senza resezione chirurgica, contro il 35.9% (23 su 64) dei controlli, per una differenza assoluta del 24.1% (P=0.0062).
Le percentuali corrispondenti alla 52.a settimana sono state: 61.5% e 42.2% (differenza assoluta: 19.3%; P=0.0278).
Il 30.8% dei pazienti del gruppo di immunosoppressione combinata ha presentato effetti avversi, contro il 25.3% dei controlli (P=1).
Dallo studio è emerso che l’immunosoppressione combinata è risultata più efficace del trattamento convenzionale per indurre la remissione e la riduzione dell’uso di corticosteroidi tra i pazienti a cui era stato recentemente diagnosticata la malattia di Crohn.
Fonte: Lancet, 2008 -
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Ciao
Gabriele